Il luogo in cui Presley Gerber è morto rischia di trasformarsi subito in una spiegazione. Non lo è. Il figlio di Cindy Crawford e dell’imprenditore Rande Gerber è deceduto domenica 20 settembre 2026 all’interno di una struttura di riabilitazione: questo è quanto risulta dai documenti del medico legale della contea di Los Angeles. La causa della morte, invece, non è stata ancora comunicata.
Presley aveva compiuto 27 anni il 2 luglio – e così entra suo malgrado in quello che è noto come il club dei 27.
La notizia del decesso è stata confermata da Allie Jenkins, portavoce della famiglia, che ha chiesto rispetto e riservatezza «in questo momento molto difficile e doloroso». Secondo quanto riportato da People, l’autopsia non è stata ancora completata.
La distinzione è importante, soprattutto considerando ciò che Presley aveva raccontato negli ultimi anni: i problemi di dipendenza, la depressione, gli attacchi di panico e i diversi tentativi di uscire da una situazione che non aveva mai provato a nascondere. Collegare automaticamente questi elementi alla morte, in assenza di risultati ufficiali, significherebbe però anticipare una conclusione che al momento non esiste.
Chi era Presley Gerber, il figlio di Cindy Crawford
Nato in California nel 1999, Presley Walker Gerber era il primogenito di Cindy Crawford e Rande Gerber. Sua sorella minore è Kaia Gerber, diventata negli anni uno dei volti più riconoscibili della moda internazionale e poi anche attrice.
Con due genitori del genere – Rande Gerber, oltre a essere stato modello, è uno dei fondatori del marchio di tequila Casamigos insieme a George Clooney – restare lontano dai riflettori sarebbe stato piuttosto complicato. Presley seguì presto la strada della madre: firmò con IMG Models a 15 anni e debuttò in passerella nel 2016, durante una sfilata di Moschino a Los Angeles.
Lavorò poi con marchi come Dolce & Gabbana, Burberry, Bottega Veneta, Celine e Calvin Klein. Proprio per Calvin Klein posò nel 2018 accanto alla sorella Kaia, il cui nome aveva anche tatuato su un braccio. I due viaggiavano spesso insieme e Presley raccontava che quella presenza rendeva meno solitario un lavoro fatto di spostamenti continui, hotel e giornate trascorse lontano da casa.
Sempre nel 2018 apparve con Cindy Crawford in uno spot della Pepsi trasmesso durante il Super Bowl, 26 anni dopo la celebre pubblicità che aveva contribuito a rendere sua madre un’icona degli anni Novanta. Una sorta di passaggio di consegne, almeno davanti alle telecamere.
I problemi di dipendenza e il racconto della salute mentale
Dietro la carriera da modello, però, Presley attraversava da tempo una fase molto più complicata. Nel 2019 fu arrestato per guida in stato di ebbrezza e successivamente condannato a tre anni di libertà vigilata, oltre a un programma educativo e ad alcune ore di servizio alla comunità.
Negli anni seguenti iniziò a parlare pubblicamente della propria salute mentale. Lo fece attraverso i social, con una serie di video chiamata Mental Health Mondays, e nel 2023 durante il podcast Studio 22. Spiegò di avere affrontato depressione e altri problemi e di voler utilizzare la propria esperienza per aiutare anche una sola persona a uscire dal punto in cui lui stesso si era trovato.
«Ho visto molte cose e imparato molto», disse in quell’occasione. La sua speranza era che gli altri potessero evitare almeno alcuni degli errori commessi da lui. Non il solito discorso levigato di una celebrità sulla consapevolezza: Presley parlava apertamente di ricadute, farmaci e paura.
Nel marzo del 2026 aveva raccontato su Instagram di essersi sottoposto a un trattamento con ibogaina, una sostanza psichedelica impiegata in alcuni percorsi contro le dipendenze ma non autorizzata negli Stati Uniti. Nel messaggio descriveva il timore provato prima del trattamento e la sensazione di avere finalmente affrontato ciò da cui continuava a scappare. Sperava, scrisse, che fosse l’ultima volta in cui avrebbe dovuto tornare in una struttura simile. La madre lo definì nei commenti un guerriero; Kaia gli disse di essere orgogliosa di lui. People ha ricostruito quel messaggio, senza indicare alcun legame tra il trattamento e il decesso.
Le parole di Kaia Gerber poco prima della morte del fratello
Poche settimane prima della morte di Presley, Kaia Gerber aveva parlato della dipendenza del fratello nell’intervista di copertina concessa a Vogue per il numero di settembre 2026. La rivista la descriveva come una battaglia durata circa dieci anni.
Kaia spiegò che una situazione del genere finisce per cambiare gli equilibri di un’intera famiglia. Lei aveva iniziato a considerarsi “quella facile”, la figlia che non chiedeva aiuto perché temeva che due figli in difficoltà fossero troppo da gestire. Aveva però riconosciuto al fratello il merito di avere rotto la tradizionale riservatezza dei Gerber, scegliendo di mostrarsi vulnerabile anche davanti a persone che non conosceva.
Il 3 luglio, per il suo ventisettesimo compleanno, Cindy Crawford aveva pubblicato due fotografie di Presley da bambino. «Sono così orgogliosa dell’uomo che sei diventato, ma per me sarai sempre il mio bambino», aveva scritto. Poco più di due mesi dopo è arrivata la notizia che nessun genitore vorrebbe (e non dovrebbe) mai ricevere.