Ci sono oggetti che attraversano decenni senza cambiare praticamente mai. Il Casio F91W è uno di questi. Un piccolo orologio digitale nato nel 1989, venduto ancora oggi a poco più di 15 euro e diventato, quasi senza volerlo, uno degli accessori più riconoscibili del pianeta.
È spartano, leggerissimo, poco appariscente. Ha un cinturino in resina, una luce notturna che non è che poi illumini così tanto e funzioni ridotte all’essenziale. Eppure continua a comparire ovunque: ai polsi degli studenti, nei mercati asiatici, nelle caserme, nelle fotografie di guerra, negli outfit minimalisti degli hipster e persino nelle immagini di alcuni dei personaggi più discussi degli ultimi trent’anni.
Perché il Casio F91W non è diventato famoso nonostante la sua semplicità. È diventato famoso proprio grazie a quella semplicità.
Un orologio nato per essere anonimo
Quando Casio lo lanciò alla fine degli anni Ottanta, nessuno immaginava che sarebbe diventato una specie di oggetto trasversale alla cultura globale. Doveva essere soltanto un orologio economico, resistente e accessibile a chiunque.
Missione compiuta. Ancora oggi vengono prodotte milioni di unità ogni anno e il motivo è semplice: il F91W funziona. Sempre.
Non ha bisogno di aggiornamenti software. Non si connette a internet. Non raccoglie dati biometrici. Non manda notifiche. Segna l’ora, ha un cronometro, un allarme e una batteria che dura anni.
Nel mondo contemporaneo, dominato da smartwatch sempre più sofisticati, il Casio sembra quasi un oggetto fuori dal tempo. Ed è forse proprio questo ad avergli permesso di sopravvivere così a lungo.
Nel tempo il F91W è diventato una sorta di anti-status symbol. Un accessorio che comunica praticità assoluta, assenza di ostentazione e una certa indifferenza verso il lusso tecnologico.
Non a caso è stato indossato anche da figure insospettabili. Tra i nomi spesso associati ai Casio economici compaiono Barack Obama, Bill Gates e Ryan Reynolds. Persone che potrebbero permettersi qualsiasi orologio, ma che almeno una volta sono state viste con un semplice digitale giapponese al polso.
Ma la storia del F91W prende una piega molto diversa quando entra nel contesto militare e dell’intelligence.
Come il Casio F91W è finito nei dossier dell’antiterrorismo
Tra gli anni Novanta e Duemila il piccolo Casio digitale iniziò a comparire con frequenza sempre maggiore in Afghanistan, Pakistan e Medio Oriente. Non come simbolo ideologico, ma come semplice strumento tecnico.
Le sue funzioni base — timer, allarme e conto alla rovescia — potevano infatti essere adattate alla costruzione di detonatori artigianali. In diversi casi di terrorismo internazionale emersi negli anni Novanta, orologi digitali Casio furono utilizzati come timer per ordigni rudimentali.
Negli anni successivi il F91W venne associato più volte ad al-Qaeda e ad altri gruppi estremisti. Non perché avesse qualcosa di speciale dal punto di vista tecnologico, ma per il motivo opposto: era economico, diffusissimo, affidabile e non attirava attenzione.
Un approfondimento pubblicato dal canale YouTube Watches of Espionage, curato da un ex ufficiale della CIA appassionato di orologi militari, ha raccontato come il Casio F91W sia diventato nel tempo una presenza ricorrente tanto negli ambienti jihadisti quanto tra operatori occidentali e membri delle forze speciali.
Ed è qui che emerge uno degli aspetti più curiosi della sua storia. Le stesse caratteristiche che lo rendevano utile per attività clandestine lo rendevano perfetto anche per soldati e operatori occidentali.
Perché il F91W piace ancora a tutti come Bob Marley (semi-cit.)
Il Casio F91W non è mai diventato un vero standard militare come certi modelli G-Shock, ma è stato comunque utilizzato da moltissimi soldati e operatori sul campo. Il motivo è pratico: costa poco, è leggero, semplice da sostituire e soprattutto non è connesso.
In un’epoca in cui smartwatch e dispositivi intelligenti possono diventare strumenti di tracciamento, un orologio che fa soltanto il suo lavoro torna improvvisamente ad avere senso.
Parallelamente il F91W è diventato anche un oggetto di culto nel mondo degli appassionati di orologi. Collezionisti con Rolex o Patek Philippe continuano a tenerne uno nel cassetto. Non per ironia, ma per rispetto, perché pochi oggetti sono riusciti a rimanere così coerenti con se stessi.
Il Casio F91W non ha mai cercato di reinventarsi. Non è diventato “smart”, non ha inseguito il design premium e non ha provato a sembrare qualcosa di diverso da ciò che è sempre stato: un piccolo orologio digitale pensato per funzionare.