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Pressione alta? La soluzione sta in un succo (se bevuto due volte al giorno)

Il succo di barbabietole fa bene alla pressione?

Uno studio spiega perché bere succo di barbabietola due volte al giorno può aiutare ad abbassare la pressione, soprattutto negli anziani.

Chi soffre di pressione alta è abituato a sentirsi dire cosa non fare. Niente sale, niente alcol, niente cibi trasformati. Tutto vero, tutto necessario. Ma ogni tanto la domanda cambia prospettiva: esiste qualcosa di semplice, concreto, quotidiano, che possa aiutare davvero? Non una scorciatoia, non una cura miracolosa, ma un gesto compatibile con la vita reale.

Secondo una ricerca internazionale, la risposta potrebbe passare da un bicchiere.

L’ipertensione resta uno dei principali fattori di rischio per infarto, ictus e insufficienza cardiaca. È una condizione silenziosa, spesso sottovalutata, che però lavora nel tempo. Proprio per questo l’alimentazione gioca un ruolo centrale: non come soluzione unica, ma come parte di un equilibrio più ampio. Ed è qui che entra in gioco uno studio pubblicato sulla rivista Free Radical Biology and Medicine, firmato da ricercatori delle Università di Exeter, Cardiff e Stavanger.

La ricerca ha analizzato l’effetto del succo di barbabietola sulla pressione sanguigna. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha bevuto due volte al giorno succo di barbabietola ricco di nitrati, l’altro un placebo. Il risultato è stato netto in una fascia precisa della popolazione. Negli anziani, chi assumeva regolarmente il succo ha registrato un abbassamento significativo della pressione; nel gruppo placebo, no. Tra i giovani adulti, invece, non sono emerse differenze: i valori sono rimasti sostanzialmente invariati.

Questo dettaglio è tutt’altro che marginale. Suggerisce che il beneficio non è automatico per tutti, ma legato allo stato del sistema vascolare. Con l’età, i vasi sanguigni tendono a perdere elasticità e i meccanismi naturali di regolazione diventano meno efficienti. Il succo di barbabietola sembra agire proprio lì dove serve di più.

Il motivo è chimico, ma anche biologico. Le barbabietole sono ricche di nitrati naturali, che una volta ingeriti vengono convertiti dai batteri presenti nella bocca in ossido nitrico. Questa molecola ha un ruolo chiave nella salute cardiovascolare: rilassa i vasi sanguigni, migliora il flusso di sangue e contribuisce a ridurre la pressione. La dottoressa Elizabeth Adrian, dietista e nutrizionista, ha spiegato come il succo di barbabietola favorisca anche un cambiamento nel microbiota orale, aumentando la presenza di batteri capaci di trasformare i nitrati alimentari in ossido nitrico in modo efficiente.

È lo stesso principio per cui le diete ricche di verdure a foglia verde — come spinaci, rucola e barbabietole — sono da tempo associate a una migliore salute vascolare. Ma qui è fondamentale evitare equivoci. Quando si parla di nitrati potenzialmente benefici, ci si riferisce esclusivamente a quelli naturalmente presenti nelle verdure. Non ai nitrati o nitriti aggiunti agli alimenti ultra-processati.

La distinzione è chiara anche nella letteratura scientifica. I rischi associati a un consumo eccessivo di nitrati e nitriti riguardano soprattutto prodotti come salumi e alimenti industriali, dove queste sostanze vengono aggiunte per conservazione e colore. Nei vegetali, invece, i nitrati sono accompagnati da antiossidanti e composti protettivi che ne favoriscono una conversione sicura e riducono la formazione di sostanze nocive.

Detto in modo semplice: non è lo stesso nitrato.

Il succo di barbabietola, quindi, non è una cura e non sostituisce i farmaci prescritti. Non permette di ignorare il resto della dieta né di abbassare la guardia. Può però diventare un supporto concreto, soprattutto per le persone anziane con pressione elevata, se inserito con regolarità e buon senso all’interno di uno stile di vita controllato.

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