Site icon L'Alba News

Strage di Crans-Montana, il video degli ultimi istanti è tremendo: c’è chi balla e filma senza capire cosa sta per accadere

Il rogo di Capodanno a Crans-Montana ha causato decine di morti e oltre cento feriti. Un video mostra gli ultimi istanti prima della tragedia.

Ci sono immagini che, più delle parole, raccontano una tragedia. Nel caso della strage di Crans-Montana, il video circolato nelle ore successive all’incendio (e che continua a circolare con forza) è uno di quei documenti che lasciano addosso un senso di vuoto difficile da spiegare. Mostra gli ultimi istanti prima che il rogo divampi nel locale Le Constellation: fiamme visibili, scintille, ragazzi giovanissimi che riprendono con il telefono, qualcuno che saltella, come se quello che sta accadendo fosse parte della serata.

Poi, nel giro di pochi minuti, tutto cambia.

Il bilancio è devastante. Secondo i dati ufficiali forniti dalle autorità svizzere, l’incendio scoppiato nella notte di Capodanno ha causato 40 vittime accertate e 119 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime. Decine di ragazzi – in larga parte giovanissimi, diversi minorenni – sono stati trasferiti in ospedali specializzati in Svizzera e in altri Paesi europei, Italia compresa. Alcuni sono in coma farmacologico, con ustioni che coprono fino al 30–50% del corpo.

Le indagini hanno già chiarito alcuni punti fermi. Il fuoco, secondo la procuratrice del Canton Vallese, sarebbe partito da candele o fontane scintillanti posizionate sulle bottiglie di champagne, che avrebbero innescato il soffitto rivestito di materiale fonoassorbente. Le fiamme si sono propagate in modo rapidissimo, rendendo difficoltosa la fuga. Si indaga ora su capienza del locale, materiali utilizzati, vie di evacuazione, presenza e accessibilità degli estintori, eventuali responsabilità penali.

In questo contesto, il video degli ultimi minuti assume un peso ancora più inquietante, mostrando un tempo sospeso, in cui il pericolo è già lì ma non viene percepito come tale. Ed è proprio su questo che si concentrano molti commenti apparsi online. Non tanto per accusare, quanto per provare a capire.

C’è chi osserva come sia “incomprensibile” che decine di ragazzi stiano filmando il fuoco senza allontanarsi subito. Chi si chiede perché nessuno fosse pronto a intervenire con un estintore. Chi scrive, amaramente, che forse con un minimo di accortezza l’esito sarebbe potuto essere diverso. Considerazioni fatte col senno di poi, certo, ma che nascono dalla visione di quelle immagini: telefoni alzati, musica, apparente leggerezza, mentre la tragedia è già in corso.

Un altro commento coglie un punto ancora più scomodo: per alcuni, in quei momenti, sembra quasi un gioco. Il fuoco diventa qualcosa da riprendere, non un segnale di allarme. È il riflesso di un’abitudine ormai radicata: documentare tutto, anche quando bisognerebbe soltanto scappare. Non per superficialità, forse, ma per una percezione del rischio ormai alterata.

Nulla di questo attenua la responsabilità di chi doveva garantire la sicurezza del locale (se le indagini stabiliranno che c’è qualche mancanza in merito). E nulla, soprattutto, può lenire il dolore delle famiglie che hanno perso figli e figlie in una notte che doveva essere di festa. Resta però una lezione durissima, che va oltre Crans-Montana: tra normalità e catastrofe, a volte, c’è solo qualche minuto. E in quei minuti, come mostra quel video tremendo, basta non rendersi conto di ciò che sta per accadere perché tutto diventi irreversibile.

Exit mobile version