Marocco-Mauritania, presidente Saharawi: subito referendum per nostra terrà

Marocco-Mauritania, presidente Saharawi: subito referendum per nostra terrà
«Le orecchie sorde delle Nazioni Unite verso i nostri appelli, dell’Unione Africana e di molti altri Paesi hanno portato a un’escalation di tensione e di incertezza con il Marocco e nell’intera area del Sahel. La tregua è rotta». Lo dice a La Repubblica il presidente della Repubblica araba saharawi, Brahim Ghali, che denuncia una «aggressione», accusando il Marocco di aver schierato le sue forze armate nella regione contesa in violazione degli accordi per il cessate il fuoco del 1991 e annuncia che «a ogni ulteriore atto ostile risponderemo energicamente, per autodifesa e per far affermare la nostra sovranità». Secondo Ghali, «è necessario stabilire, una volta per tutte, un calendario chiaro e preciso che porti all’organizzazione del referendum di autodeterminazione del popolo saharawi». Ghali rivendica «il nostro inalienabile diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza», ribadisce che «ormai la tregua è rotta» e che «la tensione di questi giorni è il culmine della frustrazione per l’occupazione della nostra patria» con «l’atto più grave» rappresentato «dall’edificazione del muro militare che il Marocco ha costruito a metà degli anni Ottanta, circondato da mine antiuomo che ancora oggi continuano a mietere vittime saharawi». «Divide il territorio in due parti», dice, separando «le nostre famiglie e consente alle forze marocchine di isolare la parte occupata sottoponendo la nostra popolazione a ogni genere di violazioni dei diritti umani». «A tutto questo - conclude - il nostro popolo dice basta». 

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