Il presidente tunisino Kais Saied sarà in visita ufficiale in Italia "tra qualche settimana"

Il presidente tunisino Kais Saied sarà in visita ufficiale in Italia "tra qualche settimana"
Il presidente della Repubblica della Tunisia, Kais Saied, sarà in visita ufficiale in Italia “fra qualche settimana”. Lo ha annunciato l’ambasciatore di Tunisia in Italia, Moez Sinaoui, durante l’incontro organizzato dall’ambasciata di Tunisia a Roma e dalla Fondazione Craxi per la presentazione del volume di studi "Tunisia, speranza nel Mediterraneo”. Anche se l’ambasciatore ha precisato che non c’è ancora una data precisa, la visita del presidente tunisino è prevista entro il mese di ottobre.
Nel corso dell’incontro Stefania Craxi, vicepresidente della commissione Affari esteri del Senato, ha detto che la Tunisia è una democrazia “giovane ma importante” che va “sostenuta con i fatti e non solo con parole di solidarietà. A quasi dieci anni dalla “rivoluzione dei gelsomini”, che nel gennaio 2011 ha portato alla caduta del presidente Zine el Abidine ben Ali, ha aggiunto Craxi, oggi la “sfida è sostenere il consolidamento degli istituti democratici della Tunisia” nei quali svolge un ruolo importante la società civile, “ossatura del processo costituente”.
La senatrice Stefania Craxi ha aggiunto che, oltre agli istituti democratici, occorre sostenere lo sviluppo economico, la crescita condivisa, la giustizia sociale e pari opportunità per tutti. Si tratta di “una sfida che non possiamo in alcun modo perdere”. Sul fenomeno migratorio, poi, ha ricordato che non si tratta di “un fenomeno transitorio”, ma di “un fenomeno epocale” e complesso che, come tutti i fenomeni complessi, va “affrontato senza semplificazioni”. L’attenzione della Tunisia alla sicurezza, ai rapporti con la Nato, con i paesi del Maghreb e con la Turchia mostrano inoltre che il Paese è “una nazione strategica nell’area”. 
A riprova di ciò viene anche l’importanza che gli Stati Uniti hanno sempre rivolto alla Tunisia alla quale attribuiscono “un posizionamento nello scacchiere” molto importante. Sebbene la Tunisia appaia agli occhi di molti “una piccola nazione, è una nazione molto importante” che, fra l’altro, combatte “come noi e, forse più di noi, la battaglia difficile contro il terrorismo”. Durante il suo intervento la senatrice ha inoltre più volte ribadito la necessità per l’Italia di “riprendere la via del Mediterraneo”, che è stata “smarrita”.
L’evento organizzato dall’ambasciata di Tunisia e dalla Fondazione Bettino Craxi, in occasione della pubblicazione del volume di studi e di ricerca "Tunisia, speranza nel Mediterraneo", mira a “promuovere un momento di riflessione, analisi e approfondimento sulla giovane democrazia maghrebina, con il coinvolgimento di attori e protagonisti della vita istituzionale e democratica”. L'incontro, che si tenuto presso la residenza dell'ambasciatore di Tunisia in Italia, è stato introdotto dall’ambasciatore Moez Sinaoui che dopo aver ribadito la necessità di una concreta partecipazione europea al fenomeno migratorio, ha annunciato la prossima visita in Italia del presidente della Repubblica della Tunisia, Kais Saied. 
Sono seguiti gli interventi di Stefania Craxi e di Vita Martinciglio, presidente dell'intergruppo parlamentare di amicizia Italia-Tunisia. I lavori sono stati coordinati da Mario Barbi, direttore della rivista 'Lesfide', e sono stati introdotti da Margherita Boniver, presidente della Fondazione Craxi.
Margherita Boniver ha notato che, quasi dieci anni dopo la “rivoluzione dei gelsomini” che nel gennaio 2011 ha portato alla caduta del presidente Zine ben Abidine ben Ali e ha inaugurato la stagione delle cosiddette “primavere arabe”, la Tunisia sta affrontando le sfide di una democrazia giovane, ancora segnata da duri conflitti sociali e politici, e da problemi economici. Il governo tecnico di Hichem Mechichi, appena insediato, deve fare fronte a tensioni preesistenti, aggravate dalla pandemia di coronavirus: la disoccupazione, che ha condotto a persistenti sit-in di protesta nelle regioni meridionali del paese (El Kamour, nel governatorato di Tataouine) e interrotto la produzione di petrolio; la povertà, che resiste soprattutto nelle regioni occidentali e interne del paese; la crisi del turismo, che costituisce una voce molto importante nell’economia tunisina. Margherita Boniver ha ricordato che lo scorso 6 settembre il Paese ha anche registrato un attacco terroristico contro due agenti della Guardia nazionale ad Akouda, presso Sousse, successivamente rivendicato dallo Stato islamico. In conseguenza delle crisi che la Tunisia attraversa, è aumentato il numero di individui che cercano di lasciare il Paese irregolarmente, per dirigersi innanzitutto in Italia. Per quest’ultima la Tunisia non è soltanto un Paese vicino, ma anche un importante partner economico, commerciale, culturale. Il destino della democrazia tunisina e delle sue prospettive di sviluppo è cruciale d’altronde non solo per Roma, ma per gli equilibri di tutto il Mediterraneo, già segnato dalla persistente instabilità della Libia.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright L'alba News

Commenti (0)

Lascia il tuo commento

4 + 6 - 6 =