Kirghizistan in rivolta, liberato l’ex presidente Atambayev

Kirghizistan in rivolta, liberato l’ex presidente Atambayev
In Kirghizistan, migliaia di manifestanti hanno fatto irruzione nella sede del parlamento e del palazzo presidenziale a Bishkek e hanno liberato l’ex presidente Almazbek Atambayev dal centro di detenzione del servizio di sicurezza nazionale dove era detenuto dallo scorso giugno dopo una condanna a 11 anni di carcere. Le proteste sono scoppiate ieri, lunedì, per denunciare i brogli alle elezioni parlamentari di domenica in cui soltanto 5 partiti su 16 avrebbero superato la soglia di sbarramento del 7%. Secondo la Bbc, finora si contano almeno un morto e 600 feriti negli scontri tra manifestanti e polizia che avrebbe usato cannoni ad acqua, lacrimogeni e granate. 

Le elezioni avevano assegnato a due partiti filogovernativi, Birimdik e Mekenim Kirghizistan, rispettivamente il 26 e 24 per cento dei voti. Si tratta di due formazioni vicine al presidente Sooronbay Jeenbekov che oggi avrebbe incontrato i leader dei 16 partiti che hanno partecipato alle elezioni e avrebbe accettato di ripetere il voto. La commissione elettorale, infatti, ha fatto sapere di aver annullato le elezioni: «In relazione a numerose violazioni prima e durante il voto». Nel suo rapporto preliminare la missione kirghiza dell’Osce aveva espresso preoccupazione per la compravendita di voti osservate durante le operazioni elettorali.

Dietro le proteste, oltre che i presunti brogli, ci sarebbe il conflitto tra l’attuale presidente Jeenbekov e il suo predecessore Atambayev. Quando nel 2017 Jeenbekov divenne presidente, godeva dell’appoggio di Atambayev in carica dal 2011. Poi l’ex presidente fu accusato di corruzione e in seguito a proteste di piazza violente – in cui morirono un poliziotto e diversi manifestanti furono feriti – Atambayev fu arrestato con l’accusa di aver tentato un colpo di stato. L’ex presidente sostenne invece che l’attuale amministrazione aveva fabbricato le accuse nei suoi confronti. 

Ieri Atambayev sarebbe stato liberato «senza l’uso della forza e senza opposizione da parte delle forze dell’ordine», come afferma Adil Turdukuov, suo sostenitore e alleato politico. «L’impressione è che non ci sia nessuno al potere in Kirghizistan», riporta l’inviato di Al Jazeera Charles Startford, «come dimostra il fatto che un ex presidente e primo ministro sia stato liberato».

Le proteste in Kirghizistan, che ospita una base militare russa e dispone di vaste risorse naturali, arrivano in un momento di disordini diffusi nei territori dell’ex Unione Sovietica: la Bielorussia è attraversata dalle proteste contro la rielezione del presidente Alexander Lukashenko e nei territori contesi del Caucaso si è riacceso il conflitto tra le forze armene e l’Azerbaigian.

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