Parigi, confessa il 18enne pachistano Alì: «Sono stato io»

Parigi, confessa il 18enne pachistano Alì: «Sono stato io»
«Pensavo fossero due giornalisti di Charlie Hebdo». Il giorno dopo, l’autore dell’attentato alla ex redazione del giornale satirico parigino, racconta la sua verità. Hassan Alì - questo sarebbe il nome completo del pachistano - ha spiegato che quelle caricature del profeta erano per lui «insopportabili». «Ero furioso», avrebbe aggiunto, secondo quanto filtrato dagli interrogatori. Mentre Youssef, l’algerino di 33 anni che era stato fermato 10 minuti dopo di lui, è stato invece rilasciato: non soltanto non c’entrava niente, ma anzi aveva tentato di fermare il pachistano. «Volevo fare l’eroe», ha raccontato. 

Gli inquirenti continuano a scavare sul presente ma anche sul passato di Hassan Alì, che continua a sostenere di avere 18 anni anche se ne dimostra parecchi di più. Era stata questa l’impressione anche dei servizi sociali che lo avevano accolto nel 2018, quando era arrivato, minorenne isolato, in Francia. Ma le indagini non hanno mai appurato realtà diverse da quelle raccontate da Alì. Che nelle descrizioni dei vicini di casa era «gentile», aiutava tutti e non aveva mai dato finora a nessuno l’impressione di una qualsiasi propensione per l’islam radicale. Agli inquirenti, secondo quanto si apprende, ha dato invece l’idea di una persona influenzata dai social, forse dall’appello di al-Qaida a tornare a colpire Charlie Hebdo, colpevole di aver ripubblicato 20 giorni fa le vignette con le caricature di Maometto in occasione dell’apertura del maxiprocesso per la strage in redazione del gennaio 2015. Alì abita nella Val d’Oise, periferia a nord di Parigi, uno dei primi focolai del Covid-19 a marzo. Nel suo appartamento, assegnato dai servizi sociali, ospitava amici, il fratello minore, parecchia gente

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