Chico Forti torna in Italia, da 20 anni in cella in Usa

Chico Forti torna in Italia, da 20 anni in cella in Usa
Chico Forti torna in Italia dopo 20 anni trascorsi in un carcere di massima sicurezza in Florida per un omicidio al quale si è sempre dichiarato estraneo. Una «bellissima notizia» annunciata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che chiude il filone americano di una lunghissima vicenda processuale, giudiziaria e diplomatica. «Un risultato estremamente importante, che premia un lungo e paziente lavoro politico e diplomatico», ha aggiunto il titolare della Farnesina, spiegando che «il Governatore della Florida ha accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia». E che ora il Governo «seguirà i prossimi passi per accelerare il più possibile l’arrivo di Chico». L’ex produttore è stato accusato nel 1998 dell’omicidio dell’imprenditore australiano Dale Pike, il cui cadavere venne ritrovato su una spiaggia in Florida. Nel 2000 è stato condannato all’ergastolo e rinchiuso in un carcere di massima sicurezza vicino a Miami. Lui si è sempre dichiarato vittima di un errore giudiziario ed ha iniziato una lunga battaglia legale per cercare quantomeno di tornare in Italia. Battaglia che con il tempo è diventata anche politica e in suo favore si sono susseguiti pure appelli e messaggi di solidarietà di personaggi dello spettacolo e inchieste televisive per dimostrarne l’innocenza. Il governo ha portato poi la vicenda all’attenzione degli Stati Uniti, coinvolgendo anche il segretario di Stato americano.

«Non ci siamo mai dimenticati di Chico Forti - ha detto Di Maio - che potrà finalmente fare ritorno nel suo Paese vicino ai suoi cari. Sono personalmente grato al Governatore DeSantis e all’Amministrazione Federale degli Stati Uniti. Un ringraziamento speciale al Segretario di Stato Mike Pompeo, con il quale ho seguito personalmente la vicenda e con il quale ho parlato ancora nel fine settimana, per l’amicizia e la collaborazione che ha offerto per giungere a questo esito così importante». Accanto a quello politico, il lavoro diplomatico, portato avanti negli ultimi anni dall’ambasciatore italiano a Washington Armando Varricchio. Fino all’esito di queste ore, attraverso la convenzione di Strasburgo del 1983, ratificata dagli Stati Uniti, che permette di scontare la pena nel proprio paese. Una notizia che il titolare della Farnesina ha immediatamente comunicato alla famiglia Forti, al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio. «Il prossimo ritorno in Italia di Chico Forti è davvero una bella notizia», ha commentato su Twitter Giuseppe Conte. Una soddisfazione espressa da tutte le forze politiche, dai Cinque Stelle alla Lega, dal Pd a Forza Italia. «È uno splendido regalo di Natale - ha detto Matteo Salvini - era una battaglia di giustizia e di civiltà e come Lega siamo orgogliosi di averla combattuta anche quando ne parlavano in pochi». Prima della vicenda giudiziaria che l’ha bloccato in una cella Chico Forti ha avuto molte vite: quella di pioniere del surf, praticato ai massimi livelli tanto da partecipare ad una coppa del mondo nel 1985, quella di campione di quiz televisivi, con una vincita milionaria a Telemike, grazie alla quale si è trasferito in America dove si è sposato ed ha avuto tre figli. E poi ancora, dopo un incidente stradale che ha bloccato bruscamente la sua carriera sportiva, quella di produttore di documentari dedicati allo sport. Ora forse, a 61 anni, potrà iniziarne un’altra in Italia.

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