Bimbo di 4 anni muore soffocato dal palloncino, ignorati i consigli al telefono del 118

Bimbo di 4 anni muore soffocato dal palloncino, ignorati i consigli al telefono del 118
C’è silenzio alle tre del pomeriggio. La quiete dopo la tempesta: alle otto di giovedì sera le grida di una mamma disperata hanno rotto la calma di via San Sebastiano, la strada centrale che attraversa Morlupo, il comune alle porte della capitale lungo la via Flaminia. Il dramma si è consumato in cima alla collina. Nella villa nascosta tra il verde e l’alto muro di cinta, che ospita la casa famiglia gestita dalla cooperativa sociale “Famiglia e società”. Dove viveva, insieme alla sua mamma, anche il bimbo di 4 anni morto soffocato da un pezzo di palloncino. A trovarlo agonizzante in uno dei corridoi sono stati gli ospiti. Ma per il piccolo, portato poi all’ospedale di Monterotondo, non c’è stato nulla da fare: al suo arrivo era già morto. Sono ora in corso le indagini dei carabinieri per ricostruire la dinamica e accertare la causa della morte.
Maria, una delle ospiti della casa famiglia, non ha voglia di interviste, accelera il passo, scuote la testa. Poi però decide di rispondere e di raccontare: «Stavamo cenando quando all’improvviso ho sentito delle grida. Mi sono affacciata sul corridoio e l’ho visto per terra, non si muoveva, non rispondeva. Ho preso mio figlio e sono scappata in camera da letto, non volevo vedere ma ho sentito tutto». Maria è arrivata dalla Romania un anno fa insieme al figlio. I servizi sociali l’hanno destinata alla cooperativa sociale. Come lei, anche la mamma del piccolo morto. Ieri pomeriggio stava rientrando nella villa dopo essere stata ascoltata a lungo dagli investigatori che stanno indagando sull’incidente. Piange mentre ricostruisce quei minuti: «Era con sua mamma fino a pochi istanti prima - dice - stava giocando con un palloncino, l’ho visto anche io. Non so cosa sia successo dopo, so solo che ora non c’è più e siamo tutte sconvolte. Sua mamma - aggiuge - ha spiegato che ha ingoiato un pezzo del palloncino e così è soffocato. Ora voglio andare via, non voglio più vivere qui. L’ho detto anche al mio assistente sociale: per me e mio figlio questa casa non va bene».
A dare l’allarme sono stati gli ospiti della casa famiglia. Hanno allertato il 118: al telefono l’operatore ha tentato di guidarli per la manovra di primo soccorso. Ma hanno interrotto la comunicazione e, senza aspettare l’ambulanza, hanno portato il bambino in ospedale a Monterotondo con una macchina a loro disposizione. I medici quindi hanno tentato di rianimarlo. Sul caso ora indagano i carabinieri della compagnia di Bracciano. L’ipotesi è che si sia trattato di un incidente: i militari dovranno accertare se da parte del genitore, ci sia stato un “omesso controllo”.

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