Nobel per la Pace al World Food Programme con sede a Roma. L’organizzazione: «Siamo onorati»

Nobel per la Pace al World Food Programme con sede a Roma. L’organizzazione: «Siamo onorati»
Il premio Nobel per la pace 2020 è stato assegnato al World Food Programme. Il Norwegian Nobel Commitee ha deciso di assegnare il Nobel all’agenzia Onu del Wfp, che ha sede a Roma, in via Cesare Giulio Viola, nel quartiere Magliana. Da tempo l’organizzazione si batte per la solidarietà internazionale nella lotta contro la fame. «L’epidemia di Covid rende più urgente la lotta alla fame», è quanto si legge nelle motivazioni de comitato che si occupa ogni anno di assegnare il prestigioso premio. «Il Wfp è stato insignito del premio Nobel per la pace 2020 per i suoi sforzi nel combattere la fame, per il suo contributo nel migliorare le condizioni per la pace nelle aree colpite da conflitti e per la sua azione nel guidare gli sforzi per prevenire l’uso della fame come un’arma di guerra e conflitto». 

Sono state quindi smentite ancora una volta le previsioni della vigilia che vedevano tra i candidati più accreditati l’attivista green Greta Thunberg e l’Organizzazione mondiale della sanità, oltre all’oppositore russo Alexei Navalny e ad un improbabile Donald Trump. «Sono senza parole per la prima volta nella mia vita», ha commentato a caldo il direttore esecutivo del Wfp, l’americano David Beasley, commosso ma forse anche con un pizzico di compiacimento per la decisione del Comitato che non si è fatto influenzare dal circo mediatico alimentato dalle manifestazioni oceaniche pre Covid di Greta o dall’attenzione spasmodica del mondo, in piena crisi pandemica, verso le quotidiane conferenze stampa di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. Ringraziando il Comitato, il Wfp ha sottolineato in un tweet che il Nobel «è un potente promemoria per il mondo che la pace e #famezero vanno di pari passo».

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