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iPhone e sfruttamento, sciopero negli Apple Store italiani nel giorno del lancio di iPhone 18 Pro

Il 18 settembre i nuovi iPhone 18 Pro arriveranno nei negozi italiani. O almeno dovrebbero: proprio nel giorno scelto da Apple per uno dei lanci commerciali più importanti dell’anno, gli oltre 1.600 dipendenti dei 17 Apple Store presenti in Italia incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro.

La data, evidentemente, non è stata pescata a casa dal calendario. Lo sciopero nazionale proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs cade nel momento in cui gli store dovrebbero riempirsi di clienti, prenotazioni da ritirare, richieste di assistenza e curiosi desiderosi di mettere le mani sui nuovi modelli. Una giornata già complicata quando tutto funziona regolarmente; figuriamoci con buona parte del personale fuori dal negozio.

La mobilitazione prevede anche presidi davanti ai punti vendita ed è stata decisa dopo le assemblee svolte contemporaneamente il 7 settembre negli Apple Store italiani. Assemblee che, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, hanno registrato una partecipazione particolarmente alta.

Perché i dipendenti degli Apple Store scioperano

La vertenza non nasce insieme all’iPhone 18 Pro. Lo stato di agitazione è iniziato a giugno e riguarda soprattutto il peggioramento delle condizioni di lavoro, la carenza di personale e l’aumento della pressione sulla produttività.

Nei negozi Apple si vendono dispositivi, naturalmente, ma si gestiscono anche riparazioni, appuntamenti tecnici, configurazioni e clienti che spesso arrivano già piuttosto agitati perché il telefono ha smesso di funzionare (e sappiamo quale rapporto quasi fisico molti abbiano ormai con il proprio smartphone – figuriamoci quando si è utenti dell’iPhone che più che un semplice telefono è puro status). Secondo i sindacati, i cambiamenti apportati negli ultimi tempi a procedure e processi interni avrebbero aumentato ulteriormente i carichi senza che gli store abbaino organici adeguati.

A questo si aggiunge la crescente sovrapposizione tra attività diverse. Le rappresentanze dei lavoratori contestano in particolare la gestione delle cosiddette experience e una definizione delle mansioni considerata troppo elastica, capace di lasciare all’azienda ampi margini nella distribuzione dei compiti.

«L’innovazione deve migliorare anche le condizioni di chi lavora. Dietro ogni prodotto venduto e ogni intervento di assistenza ci sono competenze, professionalità e un impegno quotidiano che Apple deve riconoscere con scelte concrete», ha dichiarato Francesco Muci, operatore della Fisascat Cisl nazionale, nel comunicato dedicato allo sciopero.

Assunzioni, part-time e contratti da stabilizzare: le richieste di chi lavora negli Apple Store in Italia

Le richieste avanzate ad Apple sono piuttosto concrete. I sindacati chiedono un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una parte dei dipendenti a tempo determinato e la possibilità, per chi lo desidera, di aumentare l’orario previsto dai contratti part-time. Gli interventi dovrebbero essere adattati alle necessità dei singoli negozi e accompagnati da scadenze precise.

L’ultimo incontro con l’azienda si è tenuto il 29 luglio. In quell’occasione Apple avrebbe annunciato un aumento dei contratti a termine e l’anticipo delle relative assunzioni, senza però aprire alle proposte principali avanzate dalle rappresentanze sindacali.

Una risposta ritenuta insufficiente anche perché il ricorso ai lavoratori a tempo determinato copre ormai un periodo vicino ai sette mesi. Difficile, sostengono i sindacati, continuare a parlare soltanto di rinforzi destinati ai picchi stagionali: se il personale aggiuntivo serve per oltre metà dell’anno, il problema comincia ad assomigliare parecchio a una carenza strutturale.

Un risultato è stato ottenuto sul valore dei buoni pasto, salito a 10 euro dal mese di agosto. Un piccolo passo avanti, ma non abbastanza per alleggerire i turni o ridurre le persone in attesa dentro gli store.

Lo sciopero nel giorno del lancio di iPhone 18 Pro

Il 18 settembre debutteranno commercialmente iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, presentati il 9 settembre durante il primo grande evento Apple guidato dal nuovo amministratore delegato John Ternus. Il pieghevole iPhone Duo, al contrario di quanto riportato inizialmente da alcune testate, arriverà soltanto il 23 ottobre, come indicato dalla stessa Apple.

Lo sciopero colpirà quindi la giornata dei ritiri e del primo contatto con i nuovi modelli Pro, quando la macchina commerciale della Mela gira abitualmente al massimo. I sindacati hanno scelto il momento in cui l’assenza dei lavoratori può diventare più visibile, anche agli occhi dei clienti.

Apple costruisce da anni i propri lanci intorno alla cura quasi maniacale dell’esperienza: luci, tavoli ordinati, dispositivi perfettamente allineati e dipendenti pronti ad accompagnare ogni visitatore. Il 18 settembre, almeno in Italia, davanti a quei tavoli potrebbe esserci molta meno gente del previsto e qualcuno (vedremo quanti) tra i lavoratori, anziché presentare il nuovo iPhone, sarà fuori dal negozio a chiedere più colleghi con cui lavorare.

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