Diga rinascimento: nessun accordo tra Egitto, Etiopia e Sudan. Fallito l’ennesimo ciclo di negoziati sul controverso progetto

Diga rinascimento: nessun accordo tra Egitto, Etiopia e Sudan. Fallito l’ennesimo ciclo di negoziati sul controverso progetto
Falliti ancora una volta i negoziati tra Egitto, Etiopia e Sudan sulla diga del Gran Rinascimento, progetto da circa 5 miliardi di dollari sul Nilo Azzurro. I colloqui virtuali ripresi a fine ottobre sull’annosa questione che contrappone soprattutto Egitto ed Etiopia non hanno raggiunto l’auspicato approccio comune. L’Egitto ce la sta mettendo tutta per trovare un punto di incontro, ma l’Etiopia non tende a fare passi in avanti. 

«I ministri delle risorse idriche di Sudan, Egitto ed Etiopia concordano nel porre fine a questo ciclo di negoziati sulla diga dell’Etiopia. Questo ciclo non è riuscito a fare alcun progresso tangibile», si legge in una dichiarazione confermata dal ministro dell’Irrigazione sudanese, Yasser Abbas. Quest’ultimo ha aggiunto che l’Egitto si è opposto alla proposta del Sudan, sostenuta dall’Etiopia, di sfruttare al massimo il ruolo degli esperti dell’Unione africana (Ua). L’Etiopia ha dichiarato che i Paesi «non sono stati in grado di raggiungere un accordo completo» su elementi quali «la base del prossimo negoziato e l’orizzonte temporale». La questione chiave, infatti, rimane quella dei tempi del riempimento del bacino della diga. L’Etiopia vuole accelerare con l’obiettivo di dar vita alla centrale idroelettrica più grande dell’Africa, mentre Sudan e soprattutto Egitto temono per il loro approvvigionamento idrico. Il Paese mediterraneo, in particolare, dipende dal Nilo per la quasi totalità delle sue acque dolci e della sua agricoltura, temi che coinvolgono oltre cento milioni di abitanti.

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