Caso Regeni: procuratore egiziano, non abbiamo niente da nascondere su caso

Caso Regeni: procuratore egiziano, non abbiamo niente da nascondere su caso
Il procuratore generale egiziano, Hamada al Sawi, ha affermato che non c'è nulla da nascondere nelle indagini sull'uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni. È quanto si legge in una nota pubblicata sulla pagina ufficiale di Facebook della procura del Cairo. "La pubblica accusa si sta occupando di questo problema in modo trasparente. Non c'è niente da nascondere", ha detto Al Sawi. Queste parole giungono dopo che ieri il procuratore ha ricevuto al Cairo la squadra investigativa italiana. Secondo il comunicato egiziano, un incontro simile si terrà presto a Roma nel quadro del rafforzamento della cooperazione tra le due squadre investigative per riuscire a giungere finalmente a una verità dietro l'uccisione di Regeni. Al Sawi ha confermato che l’Egitto e l’Italia hanno un obiettivo comune, nonostante la differenza dei sistemi legali tra i due paesi. Il procuratore capo egiziano ha sottolineato l'importanza della riunione di ieri, per fare in modo che ambo le parti raggiungano dei risultati nelle indagini. "È ora che entrambe le squadre si incontrino per condividere la loro esperienza e il pensiero per raggiungere la verità in questo caso. L’obiettivo di questi incontri non dovrebbero essere semplicemente difendere i nostri diversi punti di vista", ha sottolineato Al Sawi. 
 Il procuratore Al Sawi ha confermato la fiducia "reciproca" tra le due squadre investigative e il rispetto che condividono in termini di legislazione. "Le differenze fra entrambe le parti non sono fuori discussione ma dipendono dal rispetto che ciascuna delle parti ha nel proprio sistema legale”, ha detto Al Sawi. "La squadra investigativa egiziana condividerà tutte le informazioni che ha con la squadra italiana", ha proseguito Al Sawi, esprimendo l'auspicio che la squadra italiana faccia lo stesso a disposizione e condividerà tutte le informazioni che ha con la controparte del Cairo nel prossimo incontro a Roma. Le due squadre investigative hanno tenuto una riunione di quattro ore. Al termine dell'incontro, Al Sawi ha espresso "soddisfazione" per il successo della riunione, soprattutto in attesa del prossimo incontro di Roma.

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