Egitto: Al Azhar condanna il tentativo di uccidere due donne musulmane a Parigi

Egitto: Al Azhar condanna il tentativo di uccidere due donne musulmane a Parigi
L'università islamica egiziana di Al Azhar, il principale centro di formazione del mondo islamico sunnita, ha espresso la sua ferma condanna per “l’attentato terroristico” compiuto ieri sera contro due donne musulmane accoltellate nella capitale francese, Parigi. Il clero musulmano egiziano ha dichiarato la sua “piena solidarietà” alle due donne e alle loro famiglie. In una dichiarazione, Al Azhar ha affermato la sua “ferma posizione nel rifiutare questi attacchi e tutte le uccisioni, indipendentemente dalla religione del colpevole o della vittima”, invitando tutti ad adottare le stesse posizioni di rifiuto e condanna “di tutte le operazioni terroristiche senza riguardo alla religione dell'autore o della vittima”. 
In precedenza, il clero di Al Azhar ha condannato l’omicidio a sfondo terroristico avvenuto in un sobborgo della capitale francese Parigi, dove un insegnante di storia stato decapitato per aver mostrato agli alunni le caricature di Maometto pubblicate dal settimanale satirico "Charlie Hebdo”. “Al Azhar esprime la sua condanna per l’atto terroristico avvenuto venerdì a Parigi, dove un estremista ha decapitato un insegnante", si legge in una dichiarazione. “Confermiamo il rifiuto di questo crimine odioso e di tutti gli atti terroristici. L'omicidio è un crimine che non può essere giustificato in alcun modo". Al Azhar ha ribadito il suo appello "perpetuo" ad abbandonare la violenza e i discorsi di odio indipendentemente dalla loro forma o motivazione. Allo stesso tempo, l’istituzione islamica sottolinea la necessità “di rispettare le santità e i simboli religiosi”, chiedendo di astenersi “dal fomentare l'odio offendendo le religioni”. Al Azhar ha quindi ribadito la necessità di adottare una legislazione mondiale che criminalizzi le offese alle religioni e i suoi simboli sacri, invitando tutti ad aderire “all'etica e agli insegnamenti delle religioni che richiedono il rispetto delle credenze altrui”.

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