Egitto, il ministro degli esteri Shoukry: «La presenza turca in Siria danneggia anche i Paesi limitrofi»

Egitto, il ministro degli esteri Shoukry: «La presenza turca in Siria danneggia anche i Paesi limitrofi»
Ieri, il ministro degli Esteri, Sameh Shoukry, ha partecipato alla riunione del Comitato sulla Siria in “videoconferenza”.
Ahmed Hafez, il portavoce ufficiale del Ministero degli Affari Esteri, ha dichiarato in un comunicato stampa che Shoukry ha riesaminato la posizione egiziana sulla protratta crisi siriana, spiegando all’inizio del suo intervento il sostegno dell’Egitto agli sforzi volti a rafforzare il lavoro del Comitato costituzionale al fine di raggiungere gli obiettivi desiderati e la necessità per tutte le parti siriane interessate di impegnarsi positivamente nel lavoro del comitato.
Shoukry ha sottolineato di nuovo la profonda preoccupazione per la continua ingerenza distruttiva di alcuni partiti regionali in Siria, nonché qualsiasi tentativo di apportare cambiamenti demografici forzati, confermando che tali tentativi non dovrebbero incidere sulla soluzione politica finale che mira a preservare l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale della Siria sulla base delle pertinenti decisioni di legittimità internazionale. E ha ribadito l’importanza di affrontare la minaccia del terrorismo e delle organizzazioni terroristiche e dei loro sostenitori, in particolare quelli a Idlib e nel nord-ovest della Siria, sottolineando che la presenza turca in Siria non rappresenta solo una minaccia per la Siria, ma danneggia gravemente anche gli altri Paesi, e quindi i complotti per alimentare l’estremismo e il fenomeno del trasferimento di combattenti terroristi stranieri non dovrebbero essere tollerati.
Il ministro ha concluso il suo intervento facendo riferimento alla necessità per la Commissione di negoziazione siriana di sviluppare una formula equilibrata che assicuri un’equa rappresentanza dei vari gruppi di opposizione nel processo decisionale, in modo che contribuisca a raggiungere una soluzione politica globale alla crisi che dura da quasi dieci anni e supporti le aspirazioni del fraterno popolo siriano ad aspirare a un futuro più stabile.

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