Egitto: Primo Ministro , l'acqua è pilastro importante della nostra sicurezza nazionale

Egitto: Primo Ministro , l'acqua è pilastro importante della nostra sicurezza nazionale
L'acqua è un pilastro importante della sicurezza nazionale dell’Egitto. Lo ha detto il primo ministro egiziano, Mustafa Madbouli, in un discorso registrato per l'apertura della Cairo Water Week. “I nostri piani di sviluppo sostenibile in tutti i campi sono strettamente associati alla capacità dello Stato di fornire l'acqua necessaria”, ha detto il capo dell’esecutivo del Cairo. "Negli ultimi sei anni, l'Egitto ha speso quasi 124 miliardi di sterline (circa 8 miliardi di dollari) nel campo dell'acqua potabile e del trattamento igienico-sanitario, raggiungendo il 99 per cento della coperture del fabbisogno di acqua potabile", ha detto Madbouli, aggiungendo che "il governo ha adottato un ambizioso programma per raddoppiare l'acqua desalinizzata con investimenti fino a 135 miliardi di sterline (quasi 8,59 miliardi di dollari) fino al 2030". L'Egitto soffre un forte deficit idrico di 21 miliardi di metri cubi all'anno, un disavanzo che viene colmato attraverso il riutilizzo delle acque reflue più l'importazione di 34 miliardi di metri cubi di acqua all'anno. L’acqua del fiume Nilo a disposizione dell'Egitto finora è stata regolata da un accordo del 1959, in base al quale l'Egitto riceve 55,5 miliardi di metri cubi all'anno e il Sudan 18,5 miliardi. Tale quota rischia di essere dimezzata a causa della Grande diga della rinascita etiope (Gerd), un mega impianto idroelettrico che sta costruendo l’Etiopia e che potrebbe ridurre la portata del Nilo azzurro. Quasi il 95 per cento del territorio dell'Egitto è deserto e il Paese delle piramidi è gravemente esposto a ogni attività non coordinata sul Nilo. Madbouli ha sottolineato la necessità di raggiungere un accordo legalmente vincolante con l'Etiopia e il Sudan sulle regole di riempimento e di funzionamento della Gerd, senza prendere decisioni unilaterali che potrebbero influenzare negativamente la stabilità dell’intera regione. "L'Egitto vuole con forza continuare il processo di negoziazione per raggiungere un accordo legalmente vincolante", ha affermato Madbouli. I colloqui trilaterali tra Egitto, Etiopia e Sudan sono falliti alla fine di luglio, quando Addis Abeba ha iniziato a riempire il bacino della Gerd unilateralmente a scapito dei paesi a valle, ovvero Sudan ed Egitto.

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