Egitto, Zahi Hawass: l’opera di Tutankhamon sarà presentata a marzo al Cairo Opera House

Egitto, Zahi Hawass: l’opera di Tutankhamon sarà presentata a marzo al Cairo Opera House
Durante un suo discorso tenuto a un seminario presso il Lions Elite Club, l’archeologo Zahi Hawass, già Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto ed ora supervisore dei lavori di costruzione del GEM, il Grand Egyptian Museum situato ai piedi delle grandi piramidi di Giza ora prossimo all’apertura, ha detto di aver finito la preparazione dell’opera su Tutankhamon e che sarà proiettata al Teatro dell’Opera del Cairo il prossimo marzo. Insomma Tutankhamon calcherà il palcoscenico, un racconto sulla vita del faraone bambino sui righi del pentagramma di un’opera lirica classica ma con orchestrazione sinfonica.
Hawass ha poi accennato al fatto che l’Egitto «ha 124 piramidi, la più grande delle quali è quella di Cheope», e ha aggiunto che «la fede degli antichi egizi nell’altro mondo è la ragione della loro ingegnosità in tutti i campi, in particolare la costruzione delle piramidi che erano il progetto nazionale per gli egiziani e il luogo da cui i re governavano l’Egitto». 
Hawass ha negato la presenza del mercurio rosso nelle tombe, che alcuni credono che porti molte ricchezze e guarisca dalle malattie, spiegando che solo il 30% delle antichità dell’Egitto è stato scoperto e che il resto dei suoi segreti sono ancora in agguato nel terreno, confermando che fino al 1983, le antichità egizie erano legalmente uscite dal Paese, poiché era consentito alle missioni archeologiche di ottenere la metà di ciò che avevano scoperto, ma dopo questa data le operazioni di contrabbando illegale sono diventate attive, e perciò le antichità egiziane sono ovunque nel mondo. Ha poi detto: che chiederanno presto insieme ad un gruppo di intellettuali: «Il ritorno della testa di Nefertiti, che adesso è in Germania».
Inoltre, ha informato i partecipanti sulla verità sulla “maledizione dei faraoni”, ovvero se un luogo con le mummie è stato chiuso per un lungo periodo fino a migliaia di anni quando si apre, ne sarebbero emersi germi invisibili, il che porta alcuni a credere nell’esistenza della maledizione dei faraoni.


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