Egitto, il ministero degli Esteri e il piano di rilancio a sostegno dei rifugiati

Egitto, il ministero degli Esteri e il piano di rilancio a sostegno dei rifugiati

Il Ministero degli Affari Esteri ha organizzato ieri un evento per lanciare il piano di risposta regionale per sostenere i rifugiati e richiedenti asilo provenienti da Africa, Iraq, Siria e Yemen per l’anno 2020-2021, e per responsabilizzare le loro comunità ospitanti. L’evento è stato inaugurato dall’Ambasciatore Ehab Fawzy, Assistente Segretario di Stato per gli Affari Multilaterali e la Sicurezza Internazionale, e hanno partecipato Richard Dictus, coordinatore delle Nazioni Unite, e Karim Atassi, rappresentante dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati in Egitto, e numerosi ambasciatori, rappresentanti di organizzazioni internazionali e della società civile.
L’incontro si inserisce nel quadro degli sforzi del governo egiziano per mobilitare tutti i mezzi di sostegno necessari per ospitare rifugiati e richiedenti asilo in Egitto da circa 58 paesi, tra cui Siria, Sudan, Yemen, Etiopia, Eritrea e Iraq.
Fawzy ha affermato l’impegno dell’Egitto a fornire protezione e tutti i servizi a disposizione di richiedenti asilo e rifugiati, e l’importanza del coordinamento tra i donatori e il governo egiziano per garantire la complementarità e la coerenza negli sforzi compiuti, la sostenibilità dei progetti e il loro contributo al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile di cui beneficeranno sia i rifugiati che la comunità ospitante. Ha anche spiegato «l’importanza di osservare l’uguaglianza tra i rifugiati, indipendentemente dalla loro nazionalità, nell’allocazione del sostegno finanziario fornito dai paesi donatori, poiché questo è strettamente correlato al rispetto della dignità umana di tutti i rifugiati, nonché alla stabilità e alla coesione sociale tra di loro».
Inoltre ha indicato la necessità di aumentare il sostegno internazionale diretto all’Egitto, che, oltre ai rifugiati registrati, ospita milioni di persone che hanno lasciato i loro paesi per paura di conflitti e disordini armati, e che beneficiano di tutti i servizi forniti dal governo, proprio come i cittadini egiziani, considerando che il sostegno internazionale ai rifugiati e alla comunità ospitante «è un’espressione dell’impegno nei confronti del Patto internazionale per i rifugiati che è stato adottato nel 2018, nonché afferma il principio della condivisione delle responsabilità e del sostegno dei paesi ospitanti nel sopportare l’onere di ospitare i rifugiati».
Da parte sua, il coordinatore delle Nazioni Unite, residente in Egitto, ha invitato i paesi donatori ad aumentare il sostegno fornito all’Egitto per alleggerire l’onere del governo egiziano, sottolineando la volontà dell’organizzazione di coordinarsi tra tutte le agenzie in Egitto per garantire l’accesso a tutti i gruppi più vulnerabili di rifugiati e migranti, soprattutto alla luce della crisi Covid, che ha avuto terribili ripercussioni economiche e sociali. 
Alla fine dell’evento il rappresentante dell’Alto Commissario per i rifugiati ha ringraziato il governo e il popolo egiziano per quello che fanno, rilevando che l’Egitto non ha ancora ricevuto nessun sostegno internazionale equivalente al costo che sostiene per ospitare rifugiati, richiedenti asilo e migranti.


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