Egitto, Caio: riusciti ad accorciare tempi Zohr, motivo d’orgoglio per Saipem

Egitto, Caio: riusciti ad accorciare tempi Zohr, motivo d’orgoglio per Saipem
L’Egitto e lo sviluppo di Zohr, il più grande giacimento di gas nel Mediterraneo, è per Saipem «centrale e motivo di grande soddisfazione». «Lavorando con il cliente Eni, Saipem è riuscita ad accorciare di molto i tempi di trasferimenti, dalla scoperta allo sfruttamento del giacimento. Questo Time to market, questa velocità, questa efficienza di fare progetti di qualità e in grandissima sicurezza per le persone che ci lavorano è sicuramente stato notato da molti ed è per Saipem un motivo di orgoglio e di consapevolezza che anche altri progetti come questo possono essere messi in cantiere». È quanto sottolinea in un’intervista all’Adnkronos, il presidente di Saipem, Francesco Caio facendo il punto sul maxi giacimento di Zohr e sui risultati conseguiti. Il progetto è stato realizzato in fast-track impiegando meno di due anni a fronte dei cinque normalmente impiegati per mettere in produzione giacimenti similiari. Scoperto nel 2015, Zohr è entrato in produzione in tempo record, a dicembre 2017. Per quanto riguarda le relazioni tra Europa e paesi del Mediterraneo, anche dopo il fermento che si riscontra in alcune parti del mondo arabo, il presidente di Saipem si dice «aziendalmente ottimista sulle prospettive». «Saipem ha avuto una storia fatta di forte relazioni, di rispetto dell’ambiente e delle comunità in cui lavoro anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie e per il contributo allo sviluppo. Al di la delle inevitabili curve strette che ogni nazione potrà o dovrà affrontare penso che ci sia nel medio lungo termine prospettive positive di sviluppo». Il settore energetico, aggiunge Caio, «è un settore interessante anche per le relazioni tra economia e geopolitica». Attualmente, osserva, «siamo in una fase di grande fluidità di questo contesto dove penso e mi auguro pragmatismo delle esigenze delle popolazioni, degli sviluppi vengano in qualche modo bilanciato con gli investimenti che vanno nella direzione di una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti energetici e di una convivenza armonica intorno al mediterraneo, di chi c’è e chi lo usa».

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