Isaac Newton e il segreto delle piramidi di Giza

Isaac Newton e il segreto delle piramidi di Giza
Isaac Newton, il matematico che ha gettato le basi della fisica moderna e ha formulato le leggi del movimento e della gravità, stava studiando i segreti delle piramidi poiché era convinto che contenessero codici per comprendere e determinare i tempi dell’apocalisse. I fogli sui quali lo scienziati annotò i suoi calcoli sulle piramidi egizie sono stati ritrovati dopo 200 anni e martedì verranno messi all’asta da Sotheby’s. Si tratta di tre pagine fitte, vergate con una scrittura minuta, piene di calcoli, formule matematiche, in particolare sulla piramide di Giza. Per Newton era una chiave fondamentale, tutta da decrittare perchè avrebbe permesso di arrivare alla profezia biblica della fine del mondo. Ma è invece probabile che abbia sperato che le piramidi potessero fornirgli la prova della teoria della gravità.
Newton, in ogni caso, era convinto che gli antichi Egizi avessero avuto accesso a una conoscenza superiore che poi si perse. Le sue note rivelano che lo scienziato cercava una struttura sottostante alla piramide, in particolare all’unità di misura utilizzata dai suoi costruttori: il cubito reale.
Newton sperava che la quantificazione del cubito reale della Grande Piramide permettesse a sua volta di stabilire le dimensioni precise di altre misure antiche. Stabilire la lunghezza precisa del cubito egizio gli avrebbe permesso di ricostruire a sua volta altre misure antiche, in particolare il sacro cubito degli Ebrei, e quindi di ricostruire con precisione anche il Tempio di Salomone. Le credenze religiose di Newton erano complesse. Rifiutava l’ortodossia della Trinità, credendo invece che Cristo non fosse una parte uguale della divinità, ma una figura intermedia tra Dio e l’uomo. Era profondamente interessato ai libri profetici - soprattutto all’Apocalisse - che naturalmente interpretava a sostegno della sua teologia, e che credeva fornissero una cronologia che incorporasse sia le prime lotte della Chiesa che gli eventi del futuro, soprattutto la Seconda Venuta.
Così come la cronologia biblica aveva un significato nascosto, così le dimensioni degli oggetti descritti nella Bibbia avevano un significato figurativo, e nessun oggetto era più importante del Tempio di Salomone, descritto in dettaglio da Ezechiele e l’ambientazione dell’Apocalisse.

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