Una frase ambigua sui vaccini, un’influenza pesante e la reazione di Matteo Bassetti: il caso Belen riapre una ferita mai chiusa.
Schiaccia l’occhio ai no vax, manda in paranoia chi il vaccino se l’è fatto e da tempo legge notizie di morti improvvise senza riuscire a non collegarle a quell’iniezione. Anche perché, sotto quelle notizie, i commenti sono sempre gli stessi. Tossici, insistenti, martellanti.
È dentro questo clima che Belen Rodriguez, sui propri social, decide di allontanarsi dal flusso abituale di foto in cui è bella, bellissima, e promuove prodotti di bellezza ai suoi milioni di follower, per parlare di vaccino contro il Covid. Così, de botto, senza senso.
Il punto di partenza è un racconto personale, persino banale nella sua normalità. Tre giorni a letto, febbre alta, tosse, un’influenza che quest’anno sembra più aggressiva del solito. “Mi sono ripresa ora”, racconta, “ma sono stata con 39 di febbre, completamente ko”. Una situazione in cui molti si sono riconosciuti, senza bisogno di sovrastrutture o dietrologie.
Poi però arriva quella frase lasciata lì, sospesa, che cambia tutto. “Molti miei amici stanno passando la stessa cosa. Sono una di quelle persone che pensa che dopo il vaccino ci sentiamo tutti un po’ così…”. Non è un’accusa diretta, non è una tesi, non è neppure una posizione definita. È un’allusione. Ed è proprio questo il problema.
Perché un’allusione, in un contesto come questo, pesa più di un’opinione esplicita. Non si assume responsabilità, ma suggerisce. Non afferma, ma insinua. Fa felici quelli che da anni cercano appigli emotivi per sostenere le proprie convinzioni e, allo stesso tempo, destabilizza chi il vaccino l’ha fatto senza mai metterlo in discussione, ma vive immerso in un flusso continuo di notizie, post, commenti che alimentano il dubbio.
Il racconto personale smette di essere solo personale nel momento in cui viene affidato a una platea enorme, su un tema che non è mai davvero diventato passato. Il Covid non è più emergenza, ma non è nemmeno memoria archiviata. È un terreno ancora caldo, fragile, dove ogni parola fuori posto può riattivare paure sopite.
La risposta di Matteo Bassetti e il confine saltato
La reazione arriva puntuale. Interpellato da AdnKronos, il medico che della stagione Covid è stato grande protagonista (andando in TV se possibile anche più della stessa Belen) Matteo Bassetti non usa giri di parole. “Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questioni sanitarie”, dice. Una frase secca, che segna una linea di confine netta.
Bassetti entra poi nel merito. Se Belen si riferiva al vaccino antinfluenzale, osserva, probabilmente farlo le avrebbe evitato o attenuato i sintomi. Se invece il riferimento era al vaccino anti-Covid, allora l’uscita viene definita “infelice”. Il motivo è semplice: è dimostrato che il vaccino contro il Covid ha cambiato in meglio la vita di tutti, senza alcun aumento di patologie.
C’è anche una precisazione che dice molto del momento storico che stiamo vivendo. Bassetti sottolinea come frasi di questo tipo, pronunciate da personaggi con grande visibilità, rischino di confondere le idee alle persone. E in un contesto già saturo di mezze verità, suggestioni e sospetti, la confusione produce l’effetto opposto rispetto a quello che si vorrebbe: non informazione, ma paura.
Non manca una nota personale, quasi a voler abbassare i toni sul piano umano. Bassetti si dice da sempre estimatore di Belen, donna capace e intelligente, augurandosi che quell’uscita le sia semplicemente “scappata”. Ma il punto resta: quando si parla di salute pubblica, le parole non sono mai neutre.
Questo caso non riguarda solo una showgirl e un medico. Racconta un Paese che non ha mai davvero fatto i conti con la stagione del Covid e con tutto ciò che si porta dietro. Racconta anche i social, dove il confine tra esperienza individuale e messaggio pubblico è sempre più labile e quando quel confine salta, anche una frase buttata lì, senza pensarci troppo, smette di essere innocua. Diventa un detonatore.

